
Cliccando sull'icona qui sotto, puoi visualizzare il file sulla guerra del Peloponneso, insieme ai brani di Tucidide di cui ci siamo già occupati. Buon lavoro!

(la cartina è tratta dal sito http://storia-pergamonjournal.blogspot.com)
...l'uomo dall'agile mente
che a lungo andò vagando poi che cadde Troia,
la forte città, e di molte genti vide le terre
e conobbe la natura dell'anima, e molti dolori
patì nel suo cuore lungo le vie del mare,
lottando per tornare in patria coi compagni.
(Omero, Odissea, trad. di S. Quasimodo)

(immagine tratta dal sito www.minervascuola.it)
Quali sono le principali tappe del viaggio di Ulisse? Per ciascuna delle 10 tappe indicate scrivere un breve testo (cinque o sei righe) che indichi gli avvenimenti di cui l'eroe dell'Odissea è protagonista e dove questi avvenimenti si svolgono. (sono in gara Alessandro A., Silvia, Rossella, Michela, Mattia, Giulia Co., Federica, Ester, Enrico, Daniel, Filippo. Servitevi della rete per reperire i dati che vi servono. Vinca il migliore!)
Sapete che la radio pubblica finlandese trasmette settimanalmente un notiziario in latino?
Volete provare ad ascoltarne uno? Vediamo cosa capite....
http://www.yleradio1.fi/mp3/audio-download/1197624148-30063.mp3
Su, su non disperate...piano piano arriverete a capirlo :-)
La globalizzazione è quel fenomeno per cui i meccanismi economici, agendo a livello planetario, inducono ovunque lo stesso modo di produrre e consumare oggetti, cibo, informazioni.
I contrari sostengono che essa produca i seguenti effetti negativi: lo sfruttamento del lavoro a basso costo, l'omologazione dei costumi, la creazione di consumi futili, la sostituzione del valore intrinseco dei beni con quello fittizio dei marchi, l'abdicazione della politica nelle mani del potere economico
I favorevoli segnalano invece alcuni effetti positivi: l'aumento del prodotto lordo nei paesi dove le imprese transnazionali hanno decentrato la propria produzione, l'accelerazione dovunque dei processi di modernizzazione industriale, la promozione della competitività, una maggiore razionalizzazione dei flussi migratori.
I no global italiani sono un movimento variegato, costituito da due anime. Una cattolica e pacifista che raccoglie le cooperative e le associazioni che agiscono nel sociale e nelle parrocchie insieme alla Rete Lilliput, alle Acli, alla laica Arci, a Legambiente e a decine di altre. L’altra anima sono i Disobbedienti, una vasta area che mette insieme i centri sociali e alcuni movimenti della sinistra Impegnati sui temi dell'immigrazione e sociali (dal lavoro, alla casa), non escludono a priori lo scontro con le forze dell'ordine e teorizzano la pratica della "disobbedienza civile". Gli obiettivi sono comuni: annullamento del debito dei paesi abolizione dei paradisi fiscali, limitazione del potere delle imprese multinazionali, difesa dei diritti dei lavoratori dei paesi in via di sviluppo, protezione dell'ambiente e della biodiversità.
Il ''Black block'' e' una “tattica violenta" di protesta: i Black Block assaltano e distruggono le vetrine di «bersagli strategici» come banche e sedi di multinazionali, e «simboli del capitalismo» come le automobili di lusso.
Carlo Giuliani era un ragazzo che è stato ucciso da un carabiniere durante gli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti no global durante i giorni del G8 di Genova nel 2001.
Per saperne di più si veda il dossier del quotidiano "Repubblica" a questo indirizzo:
http://www.repubblica.it/dossier/genova/index.html
La terribile pena inflitta dai Romani ai parricidi è stata studiata, tra gli altri, da Eva Cantarella in questo volume. Vipera, cane, gallo e scimmia erano gli animali chiusi insieme al reo nel sacco che poi veniva gettato nel Tevere. Sul significato degli animali associati al supplizio si veda questo articolo di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Poena_cullei
“Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi
silvestrem tenui musam meditaris avena;
nos patriae fines et dulcia linquimus arva...”
Non equidem invideo, miror magis: undique totis
usque adeo turbatur agris...
Fortunate senex, ergo tua rura manebunt;
et tibi magna satis...
Fortunate senex, hic inter flumina nota
et fontes sacros frigus captabis opacum.”
“Titiro, riposando all’ombra di un ampio faggio,
Studi su un esile flauto una canzone silvestre;
Noi lasciamo le terre della patria, i dolci campi...
Non t’invidio, certo, piuttosto mi stupisco: dovunque nei campi
È scompiglio...
Vecchio fortunato, dunque in campi rimarranno tuoi,
E grandi abbastanza per te...
Fortunato vecchio, qui tra noti fiumi
E sacre fonti godrai una frescura ombrosa...” (traduzione di Luca Canali)
Agricoltori in sciopero della fame a Decimoputzu, in provincia di Cagliari: a causa di un inciampo burocratico, questi agricoltori si sono ritrovati a dover pagare alti
interessi su alcuni mutui che essi avevano sottoscritto, e ora, non riuscendo a far fronte alle rate, in molti hanno subito la vendita all'asta delle loro proprietà. Tutto comincia negli anni Ottanta: l'agricoltura è in difficoltà a causa di alluvioni, siccità ed altri mali che colpiscono il raccolto, e la regione Sardegna, per far fronte all'emergenza, approva una legge, la 44/1988, che consente agli agricoltori di sottoscrivere dei mutui a tassi agevolati. Tuttavia la legge non viene immediatamente applicata e la giunta regionale non provvede a registrarla immediatamente a Bruxelles, all'Unione Europea. Nel frattempo, tuttavia, gli agricoltori provvedono a sottoscrivere i mutui a tassi agevolati. Nel 1992 un'altra legge regionale, la 17/1992, assorbe la legge 44, e quindi viene trasmessa a Bruxelles, che però decide di respingere la legge, che quindi perde efficacia non solo dal 1992, ma già dal 1988. I contributi pubblici, quindi, cadono, e poiché i mutui non sono più agevolati, ricadono totalmente sugli agricoltori, che quindi sono legalmente obbligati a pagare prestiti e interessi, di cui avevano usufruito, ma che hanno raggiunto cifre insostenibili. Le aziende agricole subiscono quindi il pignoramento e la vendita all'asta delle proprietà a prezzi definiti irrisori. La regione Sardegna chiede quindi al Banco di Sardegna di vendere i crediti alla regione ai valori di bilancio (ovvero svalutati del 40%), ma l'istituto finanziario rifiuta. Il problema dilaga: non solo a Decimoputzu, ma in tutta la Sardegna ci sono migliaia di aziende che corrono il rischio di essere pignorate e vendute all'asta. Secondo Altragricoltura, la situazione riguarderebbe 5-6000 aziende, per crediti di oltre 700 milioni di euro, ovvero il 90% del prodotto vendibile lordo, grazie ad interessi che, partiti dal 3,5% sarebbero arrivati fino al 27%. Adesso gli agricoltori chiedono un accordo con le banche, ed è per questo che a Decimoputzu sono stati occupati locali del Comune ed è iniziato uno sciopero della fame. (da Wikimedia)
La tristezza del pastore Melibeo che, nella Prima Ecloga delle Bucoliche di Virgilio, deve abbandonare i suoi campi, espropriati a favore dei veterani congedati di Cesare, risuona nelle parole degli agricoltori sardi che vedono venduti all’asta i loro terreni perché non possono onorare le rate dei prestiti chiesti alle banche, rate che per intoppi burocratici sono lievitate in modo insostenibile.
Per saperne di più, si veda il link qua sotto: si tratta del filmato dell’inchiesta “Sardegna all’asta” di Franco Poggianti e Paola Savina Violani trasmessa su AgriTre, un programma della Rai.
http://it.youtube.com/watch?v=UyGAjF50ZJE
Aggiornamento del 20.12.2007: abbiamo scritto al sindaco di Decimoputzu e all'Assessore regionale all'Agricoltura, perché ci diano chiarimenti sullo stato attuale della vicenda. Attendiamo le loro risposte e li rigraziamo anticipatamente per il tempo che vorranno dedicarci.

Tyriorum oppidum conditur a Phoeniciae incolis. Tyrus parsimonia et incolarum opera cito convalebat. Cum rex (re, nom.sing.) Mutto decedit, filio Pygmalioni (dat.sing.) et Elissae filiae, clarae formae puellae, relinquit regnum. Sed populus Pygmalioni, admodum puero, regnum tradit. Elissa Acherbae, avunculo suo, ministro dei Herculis (Ercole, gen.sing) nubit. Acherbae magnae divitae erant; copia auri et argenti incenditur Pygmalion (nom.sing) et avunculum suum generumque occidit. Tunc Elissa in Africae sinum fugit et incolas loci in amicitiam sollicitat: deinde dolo emit locum. “Opto locum qui (il quale, sogg.) tegitur corio bovis (di un bue, gen.sing): nihil aliud! (niente altro!)”-dicit callida Elissa. Nam corium in tenuissimas partes (in sottilissime strisce) secat atque vincit (da vincio!): ita maius (maggiore, acc.sing) spatium occupat. Itaque Karthago (Cartagine, nom.sing) conditur. Cum florerent Karthaginis opes (essendo fiorenti le ricchezze di Cartagine), rex Maxitanorum Hiarbas (Iarba, nom.sing) Elissae nuptias petit. Sed regina nolebat (non voleva) prodere vinculum cum Acherba, etiam si mortuo (morto, part.pass.abl.sing.); itaque Elissa in pyram ascendit et suam vitam gladio finit. Diu in Africae oppido Elissa pro dea colitur.
(Il testo è una rielaborazione da Giustino, Epitomae, XVIII, 4-7)

Io sono cresciuto a Istanbul, la mia città, in una cultura occidentale ed europea. La mia risposta può essere sentimentale, ma per me la Turchia deve entrare nell’Unione Europea. Avrebbe una vita democratica decente, dove l'economia cresce e i diritti umani sono rispettati, dove non ci sarebbero interventi dell'esercito nella sfera politica, e dove la società sarebbe finalmente libera e civile….Istanbul e il mio lavoro sono la testimonianza del fatto che Occidente ed Oriente si combinano a volte in modo elegante, a volte in modo anarchico. La cultura stessa significa mescolanza ed unione di diverse influenze e il mio lavoro è il miglior esempio di quanto possa essere fruttifera l'unione delle culture.
Orhan Pamuk, scrittore turco, premio Nobel 2006 per la Letteratura. Intervista a “La Repubblica” del 22 luglio 2007